Il povero fornaretto di Venezia

Riccardo Pazzaglia • 4 agosto 2023

Tra leggenda e realtà

Un dramma messo in scena dall'Accademia della Sgadizza per "Burattini a Bologna con Wolfango" 2021 che ancora una volta ci ricorda quanto i burattini siano trasmettitori di qualsiasi racconto. Dalla favola alla commedia, dalla farsa al dramma.

La vicenda narra di Piero Tasca, figlio di fornaio, che un mattino, prima dell'alba, viene trovato accanto al cadavere di un gentiluomo veneziano e immediatamente accusato del delitto. La di lui fidanzata, Annetta, cerca di correre ai ripari confidandosi con la sua padrona Clemenza, figlia del Procuratore della Repubblica di San Marco e consorte del nobile Lorenzo Barbo. Tutto sembra andare bene fino a che non si rivela l'identità del cadavere... Alvise Guoro, uno dei più potenti uomini di Venezia e amante segreto della nobildonna. Senza più protezione, tutto precipita per il povero fornaretto che viene più volte interrogato e messo sotto torchio. Intanto, nei dorati saloni patrizi, durante una festa organizzata dal bolognese Dottor Balanzone, tra Clemenza e Lorenzo è alta la tensione...

Questo racconto popolare trovò ampia diffusione anche fuori Venezia dopo la pubblicazione, nel 1846, del dramma storico in cinque atti di Francesco Dall'Ongaro, che ne riprese le vicende e, inevitabilmente, il testo affascinò ed ispirò anche i burattinai che, in quell'epoca, riproposero la triste vicenda nei cinque atti previsti dall’autore originario, coinvolgendo a tal punto il pubblico che si commuoveva e piangeva davanti alla ribalta degli attori di legno.

Si dice che in seguito alla morte dell'innocente Piero Tasca, fosse nata l'usanza, prima di emettere una condanna a morte, di ripetere la frase:

Ricordeve del poaro fornareto de Venessia

Ricordatevi del povero fornaretto di Venezia


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